L’Armonia e le Disarmonie in Naturosofia

Arild Rosenkrantz: Arimane e Lucifero (1922)
Arild Rosenkrantz: Arimane e Lucifero (1922)

Lucifero e Arimane

Nella Naturopatia Antroposofica le disarmonie possono essere di due diversi tipi, secondo la loro “temperatura sottile”: disarmonie calde o fredde. Infatti i tre sistemi dell’organismo umano, quando sono in armonia, non sono nello stato di temperatura propria dell’organismo umano (36° gradi centigradi), bensì anche come dinamismo, né troppo attivi né troppo quiescenti. I tre sistemi dell’organismo umano oscillano dinamicamente in questa “temperatura sottile” secondo la loro attività, fin quando a causa di una disarmonia eterico-astrale, non si bloccano ad uno degli estremi o di iperattività o di immobilità.

  • Le Disarmonie Fredde – Tendenza Arimanica: si hanno nel caso di un eccesso del pensare nel Sistema Neurosensoriale. Tali disarmonie portano all’irrigidimento del corpo in una forma: si traducono ad esempio nella sclerosi, nell’artrosi e nei tumori. La “pigrizia” di una parte del corpo o della persona è causata da forze fredde, che hanno la loro sede nel corpo eterico. La disarmonia fredda ha origine dalle forze di distruzione dell’organismo (catabolismo), che si attivano invece naturalmente nella terza età quando il corpo viene meno. Il dolore provocato dalle disarmonie freddi aumenta l’intensità della coscienza nella parte affetta, la coscienza deve così recuperare il rapporto con quella parte dimenticata.
  • Le Disarmonie Calde – Tendenza Luciferica: si hanno nel caso di un eccesso del volere nel Sistema del Ricambio e delle Membra. Tali disarmonie portano all’espansione del corpo e la perdita della forma: si traducono ad esempio nell’infiammazione, nella febbre e nel gonfiore. L’iperattività di una parte del corpo o della persona è causata da forze calde, che hanno la loro sede nel corpo astrale. La disarmonia calda ha origine dalle forze di costruzione dell’organismo (anabolismo), che si attivano invece naturalmente nella prima infanzia quando il corpo deve svilupparsi. La febbre tende ad abbassare la soglia della coscienza, fino a portarla al delirio e all’oblio.

Il bambino, con le sue forme arrotondate, vive nell’elemento del calore, in questa età la “disarmonia calda” risulta normale, poiché usata per costruire man mano il suo corpo fisico. Per questo, il tempo del bambino scorre più velocemente che nell’adulto e dunque ripete la stessa azione più volte. Viceversa, l’anziano, con le sue forme rigide, vive nell’elemento del freddo, in questa età la “disarmonia fredda” risulta normale, poiché usata per fuoriuscire man mano dal corpo fisico. Per questo, il tempo dell’anziano scorre più lentamente che nell’adulto e dunque compie ogni azione lentamente nel tempo.

Fondamentale è l’azione armonica operata dal sistema ritmico, capace di equilibrare la tendenza alla disarmonia fredda con quella calda, arrivando nuovamente alla temperatura ideale per l’essere umano. Nelle età della vita umana corrisponde alla vita adulta, che porta a fioritura le forze accumulate durante l’infanzia per la spiritualizzazione successiva nella terza età.

Ritorno all’originaria armonia

All’inizio della Creazione tutto era in armonia, l’uomo con la Natura ed il Cosmo, ovvero il Macrocosmo ed il Microcosmo coincidevano. Dal punto di vista antroposofico, possiamo affermare, più precisamente che l’uomo minerale di calore dell’Antico Saturno era tutt’uno con la Terra-Saturno; l’uomo vegetale luminoso nell’Antico Sole era tutt’uno con la Terra-Sole; mentre l’uomo animale fluido nell’Antica Luna erano ancora tutt’uno con la Terra-Luna. Fu solo quando nella Metamorfosi della Terra attuale che tutti i pianeti del sistema solare si differenziarono dalla Terra, che l’uomo divenne fisico e dunque si sentì distinto anche dal suo pianeta stesso. È in questo momento che sorge la concezione del rapporto tra uomo e Natura, un rapporto che gli iniziati conoscevano essere di rispecchiamento tra microcosmo e macrocosmo.

Come abbiamo visto, in ogni singola vita umana, tutta l’evoluzione cosmica viene ricapitolata secondo la Legge di Ricapitolazione: è così che ogni uomo entra in contatto diretto con gli archetipi cosmici che attraverso di lui vorrebbero trovare espressione vivente. La disarmonia si presenta dunque come la crisi attraverso cui l’uomo passa per acquisire una coscienza superiore di se stesso e del Cosmo. Ad ogni disequilibrio corrisponde dunque un archetipo, da cui in origine discese anche il rimedio stesso. Ecco che con la Naturopatia Antroposofica possiamo andare a comprovare le intime corrispondenze tra il cosmo e l’uomo, l’equilibrio e il disequilibrio. I rimedi possono essere tratti tanto dalla Natura esterna all’uomo, i Regni Minerale e Vegetale, che dalla natura dell’uomo stesso.

In diversi stadi stadi dell’evoluzione cosmica l’uomo e i Regni della Natura si separarono ognuno per la sua via di evoluzione. Il Regno Animale infatti condivide con l’uomo la maggior parte del percorso evolutivo avendo sviluppato insieme corpo, vita e anima; il Regno Vegetale un poco meno, avendo sviluppato con l’uomo solo corpo e vita; e ancora meno il Regno Minerale che con l’uomo ha sviluppato solo il corpo. Quando infatti l’uomo assume un rimedio animale o floreale, riconduce quel principio cosmico dell’anima che ha smarrito lungo la via. Un rimedio vegetale corrisponde alla vita cosmica antica, un rimedio minerale all’esistenza cosmica più remota. Tale origine comune dell’uomo e dei Regni della Natura.

Reincarnazione

La reincarnazione ed il karma sono alla base della comprensione del processo di evoluzione spirituale dell’essere umano secondo l’Antroposofia. La parola karma può essere sostituita con il termine equivalente “destino”. Ciò che si reincarna è l’individualità dell’uomo, ovvero l’Io, il quale raccoglie la summa delle esperienze compiute in vita per mezzo del corpo astrale, eterico e fisico e le rende eterne, ovvero ne estrae i principi universali che forniscono la base per la successiva incarnazione. In effetti l’intera esistenza della Terra è dedicata all’essere umano e alla sua comprensione dell’Io Sono che è contemporaneamente nell’uomo e nella Terra, essendo questo l’Io del Cristo.

Secondo l’Antroposofia, il processo delle ripetute vite terrene è sorto dopo che il Sole ebbe abbandonato la Terra nell’Era Iperborea. Arrivati nell’Era Lemurica le forze lunari agenti nella Terra divennero troppo cristallizzanti rendendo le condizioni di vita pressoché impossibili per l’uomo che allora era costituto da corpo fisico, eterico e astrale. Molte anime dovettero lasciare la Terra, ancora unita alla Luna. Rimasero solo alcune anime capostipiti dell’umanità propriamente terrestre, dei quali conosciamo la coppia rappresentativa, Adamo ed Eva.

A quell’epoca l’uomo era costituito da corpi di vapore di fuoco ed era dunque tutt’uno con gli elementi. I Lemuriani potevano manipolare magicamente gli elementi con la loro volontà ed i corpi potevano cambiare dimensione a piacimento, tanto che alcuni discendenti di questi vennero ricordati come i Giganti che governavano la Terra. In particolare i Ciclopi, in quanto i Lemuriani possedevano un unico occhio, il Terzo Occhio o occhio pineale, che fuoriusciva dal centro della fronte e percepiva chiaroveggentemente nell’astrale la presenza degli Angeli, le guide dell’umanità dell’epoca. I corpi erano ermafroditi, almeno finché la Luna non fu separata dalla massa della Terra, dopodiché si divisero i due sessi. Una volta formatisi i due sessi le società lemuriane erano organizzate secondo il matriarcato. I corpi che erano stati abbandonati dalle anime umane vennero occupati dalle anime dell’onda di vita successiva all’uomo, ovvero gli Animali, che dunque poterono finalmente incarnarsi, prendendo ciò che l’uomo non aveva potuto incorporare.

A questo punto avviene la tentazione di Lucifero, o meglio quando l’uomo lasciò che gli spiriti luciferici invadessero il corpo astrale, dunque rendendogli di fatto impossibile uno sviluppo regolare in seno alla guida delle Gerarchie angeliche regolari. Le primi ad essere tentati furono i Lemuriani di sesso femminile, di cui in Eva abbiamo il principale esponente: questo fu perché le femmine era più avanzate dei maschi possedendo capacità di chiaroveggenza e di memoria più spiccate. Di conseguenza possiamo interpretare la tentazione come una “promozione” ad uno stadio superiore delle femmine rispetto ai maschi. Gli spiriti luciferici da un lato preservarono le anime dal disseccamento sulla Terra-Luna, dall’altro introdussero l’elemento luciferico della libertà prima del dovuto nell’evoluzione, così che il funzionamento dei processi del corpo astrale ne uscì compromesso dall’egoismo. Per permettere che l’Io potesse continuare a svilupparsi attraverso il corpo astrale, l’eterico ed infine il fisico era necessario che l’Io tornasse ripetutamente sulla Terra così da riprendere il lavoro di trasmutazione dei corpi inferiori da dove era stata lasciato. Essenzialmente, dunque è il corpo astrale ad essere portatore del karma e della malattia. La fine dell’Era Lemurica si ebbe con l’abuso delle forze di volontà da parte dei Lemuriani a partire dalla 4° Sotto-razza che portarono a far risalire violentemente il magma dalle profondità della Terra, consumando la Lemuria nel fuoco. 

La corruzione luciferica del corpo astrale ha aperto le porte alla corruzione arimanica del corpo eterico, avvenuta a metà dell’Era Atlantidea, a causa dell’abuso delle forze eteriche da parte dei maghi neri della 4° Epoca di Cultura dei Turani. All’epoca l’uomo era costituto da un corpo liquido, il quale risuonava con il Tao, ovvero la Parola Cosmica che risuonava nell’atmosfera nebbiosa che allora avvolgeva la Terra. Il Tao risuonava in tutta la Natura e l’uomo viveva in comunione con le leggi inscritte nei Regni della Natura stessi.  Gli antichi atlantidei possedevano il controllo delle forze vitali eteriche e potevano dunque manipolare la Natura, specialmente i vegetali a loro piacimento. L’eterico serviva come energia per tutte le loro attività. Nell’antica Atlantide era presenti sette Oracoli corrispondenti ai pianeti: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio e Luna, nei quali venivano celebrati i Misteri nella forma originaria e che successivamente conosciamo solo a partire dall’antichità storica. Ognuno di questi oracoli celebrava gli specifici Misteri del Pianeta associato.

Nella 4° Epoca di Cultura Atlantidea, alcuni sacerdoti degli Oracoli abusarono delle loro forze eteriche egoisticamente: fu così che nacque la magia nera. Agendo direttamente sulla manipolazione dell’eterico, cioè della vita, i maghi neri di diversi Oracoli si spartirono il potere della Natura per acquisire potere esteriore sulla materia che man mano andava addensandosi. La situazione giunse alla crisi con la distruzione dell’Atlantide per mezzo del Diluvio Universale. Noè o Utnapishtim, fu tra quegli Atlantidei che sfuggì al cataclisma che cancellò la grande civiltà Atlantide seguendo la guida delle Gerarchie. L’altro fu il Manu, la guida dell’umanità. Una corrente di migrazione andò attraverso l’Africa verso l’Asia, stabilendosi in Tibet e da lì formando il nucleo della cultura orientale. Un’altra corrente invece proseguì a nord, stabilendosi nelle isole delle attuali Irlanda e Gran Bretagna, formando il nucleo della cultura occidentale. Fu con l’abuso delle forze vitali che i maghi neri di Atlantide contrassero un debito con Ahriman, il signore della materia, inaugurando così la corrente materialistica, la quale si aggiunse a quella egoistica di Lucifero già presente dalla metà dell’Era Lemurica.

Secondo la cosmogonia antroposofica, fu questa l’ingresso delle due correnti di squilibrio, l’egoismo luciferico e il materialismo arimanico, che il processo del karma è chiamato a portare all’equilibrio. Il processo del karma infatti non porta affatto ad una punizione o un premio, bensì porta alla compensazione di uno squilibrio inserito nel corso dell’evoluzione spirituale entro il progetto divino. Il karma è un dono del Cristo, che è il Signore del Karma, poiché è il Cristo che pone in equilibrio Lucifero ed Ahriman che generano squilibri nel piano divino. Sarà il Cristo che porterà l’essere umano ad essere uomo, e dunque, ascendendo nel corso dell’evoluzione a stadi angelici superiori, la cosiddetta “10° Gerarchia”, ovvero gli Spiriti della Libertà, i quali saranno chiamati a coniugare l’Amore donato dal Cristo con il libero arbitrio donato da Lucifero.

Il karma futuro viene continuamente intessuto nella vita presente. È durante il sonno che il polo inferiore eterico-fisico rimane nel letto, mentre il polo superiore astrale-Io ascende nei mondi spirituali. Qui l’Io inscrive le azioni compiute nel corso della giornata nei mondi spirituali: questo avviene perché nel momento in cui il polo astrale-Io lascia l’eterico-fisico, ricapitola il panorama di vita, dalla presente giornata, a tutta la vita della presente incarnazione, fino a giungere alle incarnazioni precedenti, giungendo infine a sperimentare le condizioni primordiali in cui il cosmo, l’uomo e la Terra erano tutt’uno. Questo avviene affinché l’Io compartecipi dell’intessere del karma personale con quello della famiglia, della nazione, fino al karma universale in collaborazione con le Gerarchie. Il dormiente è dunque assorto nella vita cosmica universale, il che genera il senso di venerazione che l’uomo prova ogniqualvolta osserva il dormiente, evitando di disturbare il suo sonno.

Questo processo si svolge definitivamente per l’incarnazione al momento della morte: qui l’Io del trapassato sperimenta la precedente vita vissuta, dal momento della morte alla nascita. Questo processo corrisponde al distacco del corpo eterico nei primi 3 giorni e mezzo dopo la morte. L’Io può così contemplare tutti gli eventi di vita in immagini, e nel frattempo che la vita trascorsa inscritta nella memoria corpo eterico si “svolge”, il corpo eterico si espande dalla Terra verso il Cosmo, così che entra nelle sfera di azione della Terza Gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai) che accoglie il karma del trapassato.

Una volta dissolto il corpo eterico, è la volta del corpo astrale, l’anima, che passa attraverso il Purgatorio o Kamaloka nel Mondo Astrale, che comincia a partire dalla Sfera della Luna. L’anima nel Purgatorio vede con gli occhi del prossimo, ovvero sperimenta l’espiazione di quanto di negativo ha compiuto nei confronti del prossimo, purificandosi. In altre parole, si vive nei panni degli altri, di coloro che hanno intessuto karma con il defunto. Qui esser spirituali quali i Maestri di Saggezza e gli esseri della Seconda Gerarchia (Elohim, Virtù, Dominazioni) giungono per aiutare l’anima nell’interpretare quanto vissuto nel Purgatorio. Questo permette che nell’incarnazione successiva si possano inserire principi tali da giungere al pareggio karmico. È interessante notare a questo proposito che, vivendo il male dal punto di vista dell’altro, genera le condizioni affinché nell’incarnazione successiva l’altro compia qualcosa verso di noi: ovvero si introduce nel karma del prossimo la possibilità   che il karma condiviso venga pareggiato. Dove prima l’Io era concentrato in un punto, nel Mondo Astrale, l’Io comincia ad espandersi per divenire la periferia, in un processo che culminerà nei mondi spirituali superiori. Il panorama di vita nel Purgatorio ripercorre tutta l’ultima incarnazione, dal momento della morte, fino a poco prima della nascita, per un periodo che corrisponde a circa 1/3 della vita, ovvero del tempo che si è passato a dormire.

L’anima dunque ascende oltre le Sfere Celesti della Luna dove operano gli Angeli, di Mercurio dove operano gli Arcangeli e di Venere dove operano gli Archai o Principati fino a giungere alla sfera del Sole che rappresenta la vera patria spirituale dell’uomo, in quanto in essa risiedono gli Elohim o Potestà, i quali sacrificarono parte della loro sostanza per formare l’Io dell’uomo che dunque ha natura solare. L’uomo terrestre è dunque a “immagine” della Terra ma a “somiglianza” degli Elohim solari. Gli Elohim possono solo operare in ciò che di bene vive nell’anima dell’uomo in connessione al suo Io. L’anima arrivata a questo punto si è purificata di tutto il male compiuto, ovvero un impulso involutivo ed egoistico, e dunque accede alla sfera che corrisponde al Paradiso. Nel Paradiso sul Sole penetra tanto quanto vi è di buono dell’anima, Tuttavia se la tendenza al male è stata grande, penetrerà solo una piccola parte dell’anima, la maggior parte non accede oltre al Purgatorio ed è respinta indietro per incarnarsi nuovamente al più presto. Dunque nella Sfera del Sole penetra solo ciò che è bene, cioè impulso evolutivo ed altruistico.

L’Io ora ascende alle Sfere Celesti superiori: nella Sfera di Marte dove operano le Virtù, di Giove dove operano le Dominazioni e di Saturno dove operano i Troni. Questi esseri agiscono nei confronti dell’Io come i Giudici Cosmici che permetteranno all’Io di porre i fondamenti della successiva incarnazione, la quale avverrà al momento del raggiungimento del limite della Sfera di Saturno, la Mezzanotte Cosmica, il punto al di sopra della quale vi è lo Zodiaco. L’Io scegli una coppia di genitori adatti in cui incarnarsi e dunque comincia a ridiscendere le Sfere Celesti da Saturno fino alla Luna. È qui che, prima di nascere, l’Io comunicherà alla Terza Gerarchia il giudizio dei Giudici Cosmici riguardo al male che era stato espiato nel Purgatorio, prima della Sfera del Sole. La conseguenza di questo giudizio è che gli angeli della Terza Gerarchia inseriscono nel corpo in formazione sulla Terra delle imperfezioni necessarie al pareggio karmico e dunque al loro superamento.

In generale possiamo affermare che la “vita procede dall’interno verso l’esterno”, ovvero che ciò che si manifesta interiormente diviene, nel corso del tempo si manifesta esteriormente. In questo modo, anche le conseguenze di quanto avviene in un corpo si riverberano sul corpo subito successivo in sequenza: così che ciò che vive nel corpo astrale nella prima incarnazione, viene metamorfosato nel corpo eterico nella seconda incarnazione e infine nel corpo fisico nella terza incarnazione. Lo stesso vale per le potenze dell’anima: ciò che vive nel pensare in un’incarnazione, vivrà nel sentire nell’incarnazione successiva ed in quella ancora successiva vivrà nel volere. Il corpo astrale genera il destino dell’eterico e questo del fisico, così come il espiare genera il destino del sentire e questo del volere. A compimento della legge spirituale prima enunciata, quando viveva in una personalità come bene o male nel suo corpo astrale, dunque del tutto soggettivamente, nel corso delle tre successive incarnazioni si ritroverà esteriorizzato oggettivamente nel mondo. In questo modo il mondo fisico è, in effetti, espressione delle schiere di Io incarnati nelle precedenti generazioni. Dunque così come un talento è espressione del lavoro dell’Io in una passata incarnazione, così un difetto è espressione della mancanza di lavoro dell’Io in una passata incarnazione. Gli squilibri operano esattamente nello stesso modo: uno squilibrio nel corpo astrale, ovvero nella sfera psichica, si trasferisce a lungo andare sul corpo eterico, traducendosi in uno squilibrio delle funzioni vitali che, infine, si manifesterà nel corpo fisico con sintomi specifici a cui diamo il nome di “malattia”. Alla luce di quanto detto, si tratta piuttosto di una forma di coscienza “fuori tempo e fuori luogo”.

Nell’ambito del colloquio naturosofico si dovrà sempre tenere presente del karma e delle ripetute vite terrene, tuttavia il Naturosofo non dovrà mai perdersi in fantasie e speculazioni sulle vite passate del Cliente. Facendo ciò si rischia di compromettere l’equilibrio interiore del Cliente che avrà molte più difficoltà nel divenire davvero Cosciente nel qui ed ora. È importante conoscere il passato per comprendere da dove veniamo, ma è altrettanto importante comprendere il futuro per sapere dove andiamo. Tuttavia passato e futuro agiscono contemporaneamente nel presente: l’essenziale è dunque compreso nell’attuale biografia e il Naturosofo dovrà attenersi a questa.  L’Eterno Presente è la sola dimensione in cui il Cristo, con le sue forze di auto-auto-coscienza, opera direttamente, mentre il passato è sotto l’egida di Lucifero ed il futuro sotto quella di Ahriman. È possibile che il Naturosofo abbia intuizioni sulle vite precedenti del Cliente o sulle sue vite precedenti, ma se anche ciò avvenisse nella più piena coscienza dovrà serbarle per sé. Sarà solo dalle sue azioni, pienamente infuse di coscienza, che dovrà trasparire la comprensione delle ripetute vite terrene. Il fornire supposte “rivelazioni” sulle incarnazioni dell’altro opera in senso deleterio sulla moralità del prossimo: infatti è il Cliente stesso che, divenendo cosciente, dovrà formarsi una sua comprensione delle vite precedenti così come delle possibilità di evoluzione futura. Steiner rivelava le incarnazioni procedenti solo di persone che già avevano attraversato la Soglia della Morte o confermava i fatti concernenti le precedenti incarnazioni a persone che erano giunte indipendente ed in piena coscienza alle stesse conclusioni. Il Naturosofo nella sua azione dovrà sempre mirare a rafforzare la coscienza dell’Io del Cliente e a non  creare rapporti di dipendenza “guru-discepolo”.

Il colloquio di Counseling Biografico

Il colloquio di Counseling Biografico si svolge così…

  1. Parliamo della tua biografia, a partire dalla nascita fino al colloquio, il punto in cui siamo giunti nella nostra evoluzione animico-spirituale;
  2. Dividiamo in settenni la tua biografia e ne scopriamo i ritmi e le forze operanti;
  3. Tracciamo un quadro per immagini degli archetipi in gioco, imparando a riconoscerli ed interpretarli;
  4. Delineiamo come scrivere in piena coscienza il seguito della biografia.

Disclaimer

Al fine di evitare equivoci ricordiamo che la Naturopatia non ha nulla a che fare con la Medicina, solo il medico può diagnosticare e curare le patologie organiche. La Naturopatia si occupa del mantenimento del benessere della persona, così come di disarmonie presenti in assenza di patologie organiche o psichiche. Quella del Naturopata è una libera professione nell’ambito delle discipline olistiche disciplinata dalla Legge Numero 4, del 14 Gennaio 2013.

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